Baruls blog

Il blog dei pezzi di vita, dei pensieri ad alta voce del Barulli…

Buon anno!

con un commento

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buon anno nuovo, buon 2012!
a chi per camminare dovrà usare una carrozzella.
a chi dovrà imparare a vivere con un corpo diverso perché mutilato in qualche sua parte.
a chi è solo, chi sta male, chi è stato rifiutato, chi è emarginato.

buon anno a chi fa i conti per arrivare a fine mese, a chi si curerà per cercare di stare bene.
a chi ha perso il lavoro, a chi gli sta scivolando via da tra le mani.
a chi non può permettersi di cambiare abito tutti i giorni ai figli, a chi non sa cosa dar loro da mangiare.

buon anno a chi lava vetri, chi chiede l’elemosina, chi fa il barbone, chi è chiuso dentro una cella.
a chi deve pagare per le proprie colpe, a chi non restano lacrime per piangere.
a chi ha subito un lutto importante.

buon anno a chi è stato tradito dall’amico più caro, a chi non riceverà la carezza di un genitore, a chi non ha più una ragione per vivere, perché ha perso tutto.
a chi è stato abbandonato come un cane, semplicemente perché non è più importante.

buon anno a chi non sa come fare a pagare il mutuo, a chi ha fame, a chi ha sete.
a chi deve rubare per vivere.
a chi non può più vedere i colori, a chi non può ascoltare i suoni.
a chi pensa che gli altri siano sempre migliori di sè.

buon anno a chi non ha più un Dio nel quale cercare conforto.
a chi è allo sbando, a chi gli basta qualche sostanza per credere di stare bene.
a chi pensa solo a fottere gli altri, perché tanto chissenefrega.
a chi conta le sconfitte e ci rimugina sopra tutti i giorni.

buon anno a chi la vita si è impantanata che sembra finita nelle sabbie mobili.
a chi non sa più dove sbattere la testa, a chi ha provato a buttare via la vita.
a chi non ha un orizzonte chiaro, a chi è senza obiettivi, a chi non sa cosa vuole.
a chi pensa che tanto gli altri stanno meglio e la mia è una vita di merda.

buon anno a chi è depresso, a chi dipende da una macchina per respirare.
a chi deve farsi la dialisi, a chi vive solo grazie ai farmaci.
a chi pensa solo a prendere e mai a dare.
a chi non basta mai ciò che ha e vuole sempre di più.

buon anno a chi ha i giorni contati e fra un anno non avrà la possibilità di leggere il prossimo augurio.

buon anno anche a chi non ha nessuno di questi problemi, ma ha il solo problema di non apprezzare ciò che ha.

Scritto da abarulli

30 dicembre 2011 alle 18:21

Pubblicato in People

Perché non è sempre Natale?

con un commento

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Bello il Natale.
Ma non ho capito se è falso o se falso è l’atteggiamento tenuto durante il resto dell’anno.
A Natale sono tutti più buoni, più gentili, più cortesi, più tolleranti.
Se una vecchietta ti chiede l’elemosina fuori dal supermercato, certo che le allunghi qualche spicciolo, ci mancherebbe: è Natale!
E ti fa sentire in pace tirare fuori tutte quelle monetine che non valgono niente, così svuoti il portamonete, ma che ti rendono fiero di aver fatto un buon gesto.

E che dire della gentilezza con la quale, entrando in un negozio saluti e uscendone auguri “buon Natale”?
Mentre il resto dell’anno quasi ti dimentichi delle buone maniere che ti hanno insegnato da piccolo, sempre che te le abbiano insegnate, perché allora è un altro discorso.
Le persone sulle strisce pedonali, a Natale, sono tutte da far passare, aspettando pazientemente anche se attraversano lentamente perché parlano al cellulare, mentre il resto dell’anno sono birilli che rallentano la corsa verso chissà dove.
Ma è Natale che conta!
È essere virtuosi per un paio di settimane, giusto il tempo di ripulirsi la coscienza.
Perché poi durante il resto dell’anno, chissenefrega degli altri.

Il resto dell’anno è tutto per me, per il mio io, per il mio ego.
Il buonismo, la tolleranza, il rispetto sono altra cosa.
Ma a Natale no.
A Natale ho consentito al nero che sta al semaforo di lavarmi il vetro e di prendersi qualche moneta.
Il resto dell’anno quel nero del cavolo lo tirerei sotto con la macchina!
Lui che vuole toccare con quelle sue mani luride la mia auto.
Pensa quanto sono bravo a Natale: ho dato gli avanzi al cane, che tanto è festa pure per lui.
Mi devo far perdonare anche di quella volta che mi ha rubato il filetto dal piatto e l’ho riempito di botte.
E certo, mica è sempre Natale!

“Grazie nonna, per i cento euro che mi regali per Natale”, ma che palle quando mi chiedi di passarti a trovare di tanto in tanto durante il resto dell’anno.
Certo tu sei sempre sola, ma io ho da fare, un sacco di cose da fare, tanto poi ci vediamo.
Sì forse, di tanto in tanto.
Di sicuro a Natale.

Che ipocrisia ovunque.
Nei rapporti di lavoro: “scusami se durante tutto l’anno sono stato duro con te, ma ora che è Natale dimentichiamo tutti i rancori ed i problemi. Ne parliamo quando torniamo al lavoro”.
Baci e abbracci e auguri, poi a casa ad affilare le armi per quando si riprende.
“Vado a Messa, almeno a Natale”.
Così ti metti a posto la coscienza.
O ci vai sempre, o non ci vai mai.
Non voglio pensare che tu ci vada solo per farti vedere.

Natale, Natale, Natale…
È vero, a Natale il mondo è migliore.
Peccato che quelle stesse persone che sono capaci di essere migliori a Natale, finiscano poi per dimenticarsene tutto il resto dell’anno.
Come vorrei che fosse sempre Natale.

Scritto da abarulli

28 dicembre 2011 alle 17:05

Pubblicato in Life

Ad ognuno la sua vita

con un commento

il naso all’insù, sul finire della giornata.
il piccolo aereo sta raggiungendo quota e da qui a qualche istante qualche temerario amante del vuoto si lancerà per l’ultimo volo di questa domenica.
qualcuno per il quale l’emozione della vita è rappresentato da un bel tuffo nel blu, “come a buttarti in una cartolina”, disse un giorno un mio amico che aveva provato l’ebbrezza di un lancio con il paracadute.

più su, a dodici mila metri, i miei occhi vedono la scia di un aereo.
rotta nord-ovest sull’Italia, per andare chissà dove.
a bordo qualcuno che viaggia per i più svariati motivi: lavoro, vacanza, ricongiungersi con una persona amata, voltare pagina facendo nuove esperienze, raggiungere un ospedale per curarsi.
tante vite che si intrecciano le une attorno alle altre.

qualche chilometro più in la c’è qualcuno che si interroga e si chiede se un amore è finito.
prova a fare un bilancio e a rispondere alla più odiosa delle domande: “ho sbagliato ed ho perso tempo”?
e chi lo sa?
se hai fatto una scelta in nome dell’amore dico che non hai sbagliato, anche se non è andata come volevi.

davanti a me l’autostrada.
gente che va, gente che viene.
per ogni motivo, per tanti motivi.
vite che si incrociano dentro scatole di latta.
ognuno che si muove per una propria ragione, come quelli in aereo, come quelli in treno.
come chiunque.

Mr. Sorriso ha una vita fatta di coccole, dormite e pianti al limite della disperazione quando è affamato.
ma non sa che migliaia di chilometri a sud tanti esseri come lui non hanno ne coccole, ne cibo.
la vita è stata benevola con lui, meno con gli altri.
ha scelto bene lui?
hanno scelto male gli altri?
e chi lo sa?

in questo preciso istante ci sono miliardi di vite che vivono, ognuna il proprio percorso.
c’è chi brinda di felicità, chi piange di dolore, chi guarda il tramonto, chi scrive sul blog.
c’è una moglie che si preoccupa, un marito che trema, chi piange un figlio mai nato, chi soffre in silenzio perché il suo figlio l’ha ammazzato.
chi fa l’elemosina, chi non sa cosa mangiare stasera, chi sceglie come vestirsi per una notte di festa, chi ha lo stomaco pieno per quanto ha mangiato.
e c’è chi prega, chi canta, chi beve per dimenticare, chi ascolta la musica, chi racconta barzellette, chi cuce e rammenda, chi si lava.

chi non sa cosa fare domani, chi si chiede come sarà il futuro, chi pensa all’amore che non può vivere, chi si chiede com’è fatto l’amore, perché non l’ha vissuto mai.
c’è chi vive di rimpianti, c’è chi vive di rimorsi, chi non sa che pesci prendere, chi è convinto di fare sempre la scelta giusta.
chi è egoista, chi è altruista, chi si sacrifica, chi se ne frega degli altri.
chi pensa sempre a metterlo in culo, chi non farebbe male ad una mosca, chi cura le ferite, chi le procura.

chi salta nel vuoto, chi tiene i piedi piantati per terra, chi li tiene in due scarpe, chi non sceglie mai e poi mai.
c’è chi è generoso, chi è parassita, chi vuole sempre il resto, chi lascia la mancia.
chi si trucca per essere diverso, chi si mette la maschera per nascondersi.
chi vive vergognandosi, chi si esalta senza avere motivo.
chi pensa che gli altri sono sempre più fighi, chi è convinto di essere sempre il più figo.
chi si droga, chi si ubriaca, chi spegne la luce per andare a dormire.

c’è chi vive in galera, a torto o a ragione, c’è chi fugge da sempre, perché non vuole affrontare le responsabilità della vita, c’è chi le affronta e non si tira mai indietro.
c’è chi ha paura e c’è chi prova a superarla.
c’è chi accarezza il cane, c’è chi corre in moto, chi accende la luce, chi chiude la porta, chi va al cinema, chi mangia il gelato, chi vede gli amici, chi non vuole vedere nessuno.
chi va per mare, chi ha il raffreddore, chi guarda un film, chi legge un libro.
chi piange per un lutto, chi è felice per un nuovo nato.
chi impreca per la partita, chi scrive poesie, chi sta facendo sesso, chi si è sposato da poco.

ognuno di noi ha una sua vita.
ogni vita ha il suo perché, anche se tante volte non si capisce proprio perché una vita va così, come vuole lei.
le vite sono tutte intrecciate, nel bene e nel male, nelle gioie e nei dolori.
spesso non ci rendiamo conto delle vite di chi ci sta attorno.
ognuno vive la sua, magari invidiando quella degli altri.
molti stanno meglio, ma sono di più quelli che stanno peggio.
l’importante è accettare ciò che si ha.
perchè domani, come dicevano in quel film, “è un altro giorno e si vedrà”.

Scritto da abarulli

2 ottobre 2011 alle 19:02

Pubblicato in Life

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