Baruls blog

Il blog dei pezzi di vita, dei pensieri ad alta voce del Barulli…

Archivio per settembre 2009

Che vita, la mia vita…

con 2 commenti

allattare-al-seno

“te la passi proprio bene tu, bella la tua vita… sei un privilegiato, un fortunato. sei nato con la camicia”.
è vero, sono un fortunato, un privilegiato, ma non perchè a me vanno tutte bene le cose che faccio o perchè mi viene tutto facile, anzi.
tante porte sbattute in faccia, tanti dolori, tante delusioni che un giorno una persona mi ha detto “certo che tutto ciò che le è capitato avrebbe steso chiunque…”
no, la mia vita non è di quelle semplici, regolari, che studi, trovi lavoro, ti metti con la compagna di banco e ci fai famiglia.
una bella casetta, figli, il solito tran tran.
no, no e no… non è andata così ed ora che ne sono consapevole me la godo ancora di più.

“ho camminato per strade sai. ho fatto cose che non dovrei. ho visto cose fantastiche. ho avuto donne bellissime… standing ovation…”
io sto attaccato alla vita, come un bimbo sta attaccato al capezzolo della mamma e gode a succhiare di quel liquido che lo nutre.
io sono così: sto attaccato al capezzolo e godo a vivere intensamente delle cose che ogni giorno mamma vita mi regala.
mi nutro, mi riempio la bocca, gusto il sapore, respiro l’odore, tocco con mano cosa vuol dire vivere.
perchè la vita è un attimo e perchè la vita finisce in un attimo, in un respiro, l’ultimo.
l’ho visto quell’ultimo respiro.
ottanta e passa anni vissuti fra guerra ad el alamein, lavori in africa lontano dalla famiglia, una fortuna realizzata e poi spazzata via; e mille altri episodi, mille altre emozioni, sensazioni, gioie e dolori.
un ultimo respiro, sotto ai miei occhi, un respiro più profondo degli altri.
e tutto che finisce.
assisto impotente allo spettacolo della vita che se ne va e realizzo che – breve o lunga che sia – la vita finisce con un respiro, che racchiude tutto il vissuto.
rimango meravigliato di questa scoperta al punto che quel momento non è un momento triste, ma è un momento di gioia.
perchè in quel momento imparo a vivere con consapevolezza.
con chiaro in mente che intendo arrivare a quell’ultimo respiro avendo vissuto. magari con rimorsi, di certo mai con rimpianti.
e quell’ultimo respiro deve valere una vita piena.

e se fosse che questa mia consapevolezza è frutto dell’emozione del momento? in fondo ho sempre vissuto amando la vita.
il dubbio svanisce definitivamente quando mamma vita mi fa assistere ad un secondo ultimo respiro.
che si porta dietro un amore vissuto in solitudine per settant’anni, un amore mai dimenticato; purtroppo mai più rivisto, disperso da qualche parte in russia o in ucraina o chissà dove.
un amore così grande e così profondo che il giorno prima di quell’ultimo respiro, pur con il cervello devastato da un ictus, mi sento chiedere “ma quando arriva Pino, come faccio a riconoscerlo?”.
non ti preoccupare, ti riconoscerà lui.
e via, l’ultimo respiro che racchiude una vita difficile, quella sì davvero, passata ad amare un figlio ed i figli dei figli a farsi il mazzo per tirare avanti la famiglia e ad aspettare il ritorno di Pino, fino all’ultimo respiro.

allora è proprio così: tutto è racchiuso in quell’ultimo respiro.
è stato così per quelli che ho visto, ed ho capito.
la differenza è che ora mi attacco al capezzolo e sento il sapore del latte che bevo, lo assaggio, lo degusto.
prima bevevo, ma ero un po’ superficiale.
anche se di cose ne ho viste e fatte tante, ora continuo a vivere in modo pieno, ma consapevole.

“ho camminato per strade sai. ho fatto cose che non dovrei. ho visto cose fantastiche. ho avuto donne bellissime…”.
sì sono nato con la camicia, perchè ho vissuto e poi ad un certo punto mi si sono aperti gli occhi, mi si è messo in moto il cervello.
è come se avessi capito tutto! è come se la poppata fosse piena di nutrimento.
e pensare che – anche se ho sempre amato la vita – una volta ho pensato di gettarla via, perchè non riuscivo più a sopportare le conseguenze di ciò che avevo fatto.
sai com’è…
non trovi una via d’uscita, ti sembra di essere il peggior uomo del mondo, il più schifoso, una vera e propria merda.
in più qualcuno ti dice che meriti solo di morire per ciò che hai fatto.
e allora stai fermo ore in una piazzola di sosta dell’a14, poco fuori una galleria, a pensare che la cosa più semplice da fare sarebbe quella di smettere di vivere.
però la mano non ce la fa ad aprire lo sportello per uscire.
e da lì inizia una nuova vita.

le cose vanno come devono andare… le lascio andare!
ma tutto ciò che vedo – un tramonto, le onde del mare, la luna, un campo di girasoli, un falco che si fa trasportare dal vento – lo godo fermandomi a guardare. perchè non voglio arrivare a quell’ultimo respiro dicendo a me stesso che non ho vissuto perchè non ho avuto tempo di ammirare certi spettacoli.
e tutto ciò che gusto, che tocco, che annuso, che ascolto cattura la mia attenzione, fosse anche solo per un istante.
non voglio perdere neanche una goccia di quel latte che sgorga, giorno dopo giorno, dal capezzolo di mamma vita.

ho visto centinaia di posti sparsi in giro per il mondo, ma ancora mi sorprendo a vederne di nuovi: non mi è passata la curiosità.
ho fatto tutto ciò che mi è capitato di fare, ma ho ancora voglia di fare, di intraprendere, di costruire, di realizzare.
ho amato e sono stato ricambiato, ma non ho mica intenzione di mettere il cuore nel frigo.
ogni singolo momento, ogni istante, ogni attimo può regalarmi una gioia: ritrovare un amico, ascoltare una musica, cavalcare una moto, baciare una donna e mille e mille altre emozioni.

ma la vita, il latte che esce, a volte può essere amaro ed andare di traverso.
perchè la vita è fatta così. non posso pensare che vada sempre tutto bene, che sia tutto così come vorrei io.
e allora? quando non va come dovrebbe andare, che faccio?
ho imparato a vivere il dolore, a piangere, ma senza pensare perchè mi è capitata questa cosa.
non c’è bisogno di pensare tanto, esiste una sola risposta: è la vita, bellezza.
queste sono le regole del gioco.
impara a godere di ogni singola gioia ed impara a soffrire per ogni singolo dolore.
so che non posso avere solo gioie e che mi aspettano anche dolori. alcuni già vissuti ed altri che arriveranno.
mi preparo consapevolmente, perchè la vita è una ruota che gira, è come essere su una giostra: bellissimo il vortice di emozioni, ma a volte ti fà girare la testa, qualche volta ti dà il vomito.
questa è la vita.
e siccome non voglio rimproverarmi niente, vivo la vita, succhio il latte, piango le lacrime. il tutto in modo consapevole, così che anche i dolori assumono un sapore dolce, perchè mi hanno fatto crescere, maturare e – soprattutto – non sono stati capaci di spezzarmi.

la mia vita è bella perchè ho imparato a non vergognarmi di dire le cose;
è bella perchè amo senza chiedere niente in cambio;
è bella perchè godo per il calore di un raggio di sole come per quello di una notte d’amore;
è bella perchè anche se mi devo sempre fare il culo alla fine ne vengo fuori, e spesso bene;
è bella perchè sono sano e abbastanza intelligente da capire come vivere;
è bella perchè quando vedo una cosa che non mi convince o mi piace tanto mi chiedo… perchè no?
è bella perchè qualcuno ha pensato a me ed ha voluto che provassi tutte queste emozioni, sia positive che negative, facendomi un meraviglioso regalo;
è bella perchè la camicia con la quale sono nato era di seta, mentre ad altri è toccata di flanella pesante e qualcuno è nato addirittura nudo;
è bella perchè ho imparato a viverla come va bene a me, cercando di rispettare gli altri e di non far loro male, anche se a volte può comunque succedere.

e mentre continuo a succhiare avidamente dalla tetta di mamma vita, mi rendo conto di essere davvero – nonostante ciò che di negativo e doloroso può essere successo – fortunato, di essere un privilegiato.
al punto che se dovesse esistere un’altra vita dopo questa, o mi garantiscono che sarà ancora più bella o non se ne fa niente: tante grazie, ma mi fermo qui.
perchè la mia vita, questa vita, è fantastica e non vorrei ritrovarmi a viverne una peggiore…

Scritto da abarulli

25 settembre 2009 alle 01:40

Pubblicato in Me myself & I

Le parole non dette

con 8 commenti

bocca
non parli
non dici ciò che vorresti o dovresti dire, nel bene e nel male
ti tieni le cose dentro di te
sperando che, magari, gli altri capiscano il tuo silenzio e si rendano conto di ciò che hai dentro
invece non è così
se non parli, se non ti apri, se non esprimi i tuoi pensieri, come faccio io, come facciamo noi, come fanno gli altri a capirti?

lo so, parlare è difficile
a volte impossibile
hai paura a dire “ti amo”, perchè non vuoi mostrare i tuoi sentimenti, non vuoi farti vedere fragile
hai paura a dire “non mi piace”, perchè non vuoi urtare la sensibilità di nessuno
hai paura a dire “secondo me”, perchè temi il giudizio della gente
e allora non parli, ti chiudi nel silenzio delle mille cose che vorresti dire, ma che non trovi la forza di cacciare fuori dalla bocca
sarebbe tutto più semplice se tu pensassi che ognuno ha il diritto di dire ciò che pensa
hai il diritto di dire “ti amo”, perchè i sentimenti sono belli, bellissimi quando sono esternati
hai il diritto di dire “non mi piace”, perchè non offendi nessuno, ma esterni il tuo pensiero, anche se negativo
hai il diritto di dire “secondo me”, perchè ognuno di noi ha un cervello, dove nascono idee, pensieri, convinzioni e tutto ciò che nasce nel cervello è sacro, perchè appartiene ad un essere umano che merita rispetto, come i suoi, i tuoi, i miei pensieri

e allora perchè non parli?
anche io non parlavo
avevo paura ad esprimere i miei sentimenti, ad aprirmi, a mostrarmi vulnerabile, ad offendere qualcuno con la mia opinione contraria, a ritenere stupide le cose che pensavo di dire, e che – alla fine – non dicevo
ora invece parlo
dico ciò che penso, nel bene e nel male
sempre rispettando chi è di fronte a me, soprattutto quando dico qualcosa di negativo
ora provo piacere ad esprimermi, se ho veramente qualcosa da dire
non parlo tanto per parlare
se non ho niente da dire, sto zitto
perchè molte volte è meglio stare zitti, piuttosto che aprire la bocca, tanto per darle aria, come si dice

parlo anche perchè non voglio trovarmi nella condizione di dire “se l’avessi detto…”
quanto volte mi sono sentiro dire “sono tante le cose che non ti ho detto”
e perchè non le hai dette?
forse con le tue parole non dette avresti potuto cambiare il senso delle cose
magari avrei capito, invece di chiudermi in congetture, supposizioni e conclusioni il più delle volte sbagliate
“avrei voluto dirti”…
ma non l’hai fatto
hai aspettato il giorno dopo? il momento opportuno? l’attimo giusto?
e se il giorno dopo, il momento opportuno, l’attimo giusto non dovessero mai arrivare?
a volte la vita non ti dà l’opportunità di dire qualcosa una seconda volta
e allora, perchè si deve avere paura di parlare?
e tu, perchè hai paura a fare altrettanto?
parla, esprimi, esterna, racconta… non tenere le cose solo per te: non è bello
non avere paura
vuoi dire una cosa? dilla non appena ti viene in mente
non rimandare a domani
perchè domani potresti non essere in grado di dirla, o io di ascoltarla
metti da parte tutte quelle assurde seghe mentali che ti portano a chiederti “ma se dico questa cosa, chissà cosa pensa lui, lei, gli altri, la gente, di me?”
che paura hai?
hai paura a far capire agli altri che hai un cervello che ragiona, un cuore che batte?
e di cosa ti vergogni?
liberati del bavaglio che hai attorno alla bocca

io ero così, come te
avevo paura del giudizio degli altri
speravo che mi capissero, pur senza ascoltare le mie parole
il più delle volte non capivano
qualche volta capivano l’esatto contrario, spessissimo ciò che faceva comodo a loro
poche volte mi è capitato di non avere più l’opportunità di dire ciò che avrei voluto dire
oggi dico “ti amo” ogni volta che lo sento nel cuore
oggi dico “non mi piace” ogni volta che ciò che vedo, gusto, tocco, sento, vivo non rispecchia il mio modo di essere; magari lo dico con il sorriso sulle labbra, magari scusandomi per non poter apprezzare, ma lo dico: “non mi piace”
oggi dico “secondo me” ogni volta che mi sento sicuro di avere qualcosa di interessante da dire
e se sono sicuro di ciò che so, di ciò che ho da dire, ho ancora meno timori
anzi posso parlare con certezza e sostenere le mie idee, i miei pensieri, con forza
di certo non mi chiudo più nel silenzio

perchè le parole non dette, sono come le cose non fatte
non servono a niente
e lasciano dietro di noi solo rimpianti

Scritto da abarulli

9 settembre 2009 alle 17:32

Pubblicato in Life

Notte di stelle

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il vento di tramontana ha rinfrescato l’aria di questa notte d’estate e spazzato via le nuvole.
porta aria di mare fino a qui
l’adriatico è lì in basso, appena dietro alle luci
la Luna aiuta a intravederne la linea, all’orizzonte

il cielo è pieno di lumini, che tanto affascinano
a guardarli è uno spettacolo
le stelle sembrano buttate lì a caso, tanto per rischiarare la notte
sembra senza un senso logico, che invece esiste.

la Luna continua a salire in cielo, luminosissima come poche altre volte
è la regina indiscussa, anche se deve spartire l’onore della sarata con un ospite d’eccezione: Giove.
Giove appare a sud-est
sembra un puntino piccolo, una stella come tante altre; invece è il pianeta più grande di tutto il sistema solare
la Luna e Giove sono vicini, sembra questione di pochi centimetri, in realtà sono distanti migliaia di chilometri
ma appaiono come madre e figlio.

la tramontana sferza
mi riscaldo con un rhum invecchiato, mentre gli occhi continuano ad osservare i lumini in cielo
a nord la Stella Polare, tanto cara ai naviganti per indicare la via
trovarla, se non si conoscono le stelle, è abbastanza facile
basta individuare la costellazione dell’Orsa Maggiore – o Grande Carro – prendere le prime due stelle tra pollice ed indice e misurare cinque volte tale distanza, verso destra della prima stella
si arriva in prossimità di una stella non particolarmente luminosa, ma di certo estremamente affascinante per il ruolo che riveste: indicare il nord.

una stella cadente!
mentre sto con il naso all’insù, a guardare la Stella Polare, vedo una scia luminosa verso nord-est
è talmente bella l’immagine che… dimentico di esprimere un desiderio
peccato, ma lo spettacolo è stato notevole
in quel pezzo di cielo dove è passata la stella cadente si vede la costellazione di Cassiopea e, poco più sotto, Andromeda
a destra, verso est, inizia la costellazione di Pegaso, il cavallo alato
io osservo le stelle e loro sembrano osservare me
mi sembra di essere parte di loro, anche se mi viene spontaneo pensare che sia conseguenza del rhum
ogni sorso sale nel naso e scende nella gola, ma finisce per inebriare il cervello

la notte prosegue con i suoi rumori
con i suoi profumi d’estate
con il suo lento scorrere
con la tramontana che a volte fà venire i brividi, perchè in questi giorni non ti aspetti certo di sentire un vento freddo da nord.

alzo la testa
sulla mia verticale la costellazione della Lira, con la stella Vega a splendere come un lampione nella notte
vicino ad essa altre stelle ad illuminare il cielo
anche queste sembrano buttate lì a caso, ma basta prendere una matita immaginaria, iniziare ad unirle per avere altre due costellazioni fra le più conosciute: il Cigno e l’Aquila, con la stella Altair che brilla luminosa nella coda della seconda.

altra stella cadente!
altra grande sorpresa
altro desiderio non espresso, perchè intento ad ammirare lo spettacolo di questa scia tracciata nel cielo a tutta velocità
o forse non espresso a causa dei riflessi rallentati dal rhum
boh… chi lo sa?
tutto sommato mi sono perso due desideri, ma ho visto qualcosa che non capita tutti i giorni di vedere
anzi troppo spesso siamo abituati a non alzare la testa
a non guardare in alto
a contemplare senza pensare

la Luna e Giove si sono allontanati, proseguendo ognuno il proprio cammino in questa notte d’estate.
la notte avanza, il rhum sta finendo
le ore sono trascorse, mentre io sono rimasto qui, con il naso all’insù, a guardare il cielo
ad est sorge imperiosa Venere, definita la stella del mattino perchè spesso si vede prima dell’alba
è luminosissima e bellissima
so bene che non è una stella, ma mi godo la sua presenza come se lo fosse

la tramontana è ancora presente, così come le costellazioni e le stelle di questa notte d’estate
fresca, per il vento da nord, che porta i profumi dell’adriatico fino a qui
che mi ha regalato due stelle cadenti
che mi ha fatto vedere la Luna, Giove, Venere e le altre stelle
il rhum è finito, la notte finirà tra qualche ora, lo spettacolo è stato fantastico, quasi magico, ma ora vado a dormire

un ultimo pensiero, prima di abbassare lo sguardo dal cielo, va alla Stella che mi ha cresciuto quando ero bambino.

[rgb ha segnalato questo video per il post "Notte di stelle"]

Scritto da abarulli

7 settembre 2009 alle 00:06

Pubblicato in Events

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