Stupido hotel

faccio centinaia di chilometri in auto, o in aereo, e mi ritrovo per qualche ora, per qualche giorno, a vivere in un hotel.
nella maggior parte dei casi uno stupido hotel, come dice Vasco.
un hotel che è un riparo, un rifugio, in attesa che le ore scorrano e io faccia ciò che devo fare.
ma nella maggior parte dei casi, un posto stupido.
non importa dove sia, qui o là.
è pur sempre stupido.
con le sue moquettes damascate, la camera che sembra un loculo, il bagno che è fatto apposta per farci sesso, mentre gli specchi tutto attorno riflettono le immagini.
chissà cosa c’è da riflettere, poi…
stupido nella tv, che trasmette i soliti programmi, le solite stupide partite di calcio, i soliti stupidi film porno.
stupido nella sua varia umanità, in ciò che vedi dalla finestra, sempre che non si affacci su un muro, stupido anche lui, come tutto il resto.
non è sempre così, per fortuna.
alcuni hotel sono anche belli, eleganti, di design, pieni di gente figa, tipi palestrati e tipe con le tette rifatte e il botox che ti fa dire: “sì, rifatte, però rifatte bene…”
ma un hotel è sempre un posto di passaggio, sospeso nel nulla.
fra un impegno di lavoro ed un altro.
perchè l’hotel vissuto per vacanza è altra cosa, anche se può capitare pure in quel caso che ci sia stupidità, offesa del buon gusto, mediocrità.
cose che detesto.
e mi verrebbe davvero da uccidere, invece di farmi la barba.
non fa differenza.
ammazzerei, per quanto è stupido, il cameriere che mi dice che il piatto previsto nel menù del giorno non è più disponibile e non mi toglie le posate dopo che ho mangiato l’antipasto, o che si toglie la giacca per farmi capire che è tardi e devo togliermi dalle balle.
stupidi quelli che mangiano con il palmare in mano, per restare in contatto con i loro mondi.
anche io lo faccio e rido di me stesso, per quanto sono stupido.
stupido quello che viene a cena con i pantaloncini, perchè siamo in una località di mare.
ma vaffanculo! non sei a casa tua ed io non voglio vedere – oltre alla moquette damascata che mi fa venire gli incubi – il tuo deshabillè mentre mangio il mio pesce al forno.
stupido quello con uno stomaco prominente, anzi per dirla tutta un pancia da far schifo, che cena insieme con la tipa che di sicuro non fa la maestra elementare, ma neanche media.
che si fa offrire la cena e poi si offre in cambio di una bella somma di denaro, che non vale neanche.
ma dove sono?
qui, là, non importa.
le scene più o meno sono sempre le stesse.
sono poche le volte che mi sono sorpreso in positivo.
per una cortesia, per un sorriso, per chi è in grado di capirti prima ancora che tu apri bocca.
nella maggior parte dei casi è tutto irreale, inverosimile, sospeso nel nulla.
bevo qualche bicchiere di vino, per isolarmi dal resto.
mentre nella hall qualcuno che si prende sul serio lavora a tarda sera al computer, qualcun altro parla a bassa voce di chissà quale segreto, mentre altri fumano e bevono alcolici.
per sfuggire alla stupidità di questo posto? di tutti gli altri hotel dove vivo per una notte o poco più?
sai perchè questo posto è stupido?
perchè a casa si sta meglio.
e non è una cosa banale.
“com’è l’hotel?”
è la domanda ricorrente…
come vuoi che sia? un posto stupido, dove sto per poche ore.
basta che sia pulito e ci sia l’acqua calda domattina, per fare la doccia.
sì perchè a volte, anche nel mondo civilizzato, ti può capitare che l’acqua non sia calda quando ti svegli.
sfiga?
può darsi, ma preferisco pensare che sia una stupida coincidenza.
come il fatto che alla reception ti consegnino una chiave vecchia maniera ed un badge con chip elettronico ultramoderno.
penso che siano complementari.
e invece no!
la chiave apre e gli interruttori funzionano anche senza badge.
allora a che cazzo serve tutto ciò?
e i due che stanno litigando nella camera a fianco hanno uno senso?
servono a qualcosa? fanno parte del folklore locale?
a me danno sui nervi, perchè devo alzare il volume della tivù a livelli che non userebbe neanche uno con l’amplifon.
potrei uccidere se volessi trovare risposte a tutte queste stupide domande.
ma questo posto stupido, fra poche ore sarà solo un’altra delle tante stanze d’albergo in cui ho dormito.
in cui ho trascorso un piccolo pezzo di vita.
alla fine me ne ricorderò ben pochi, mentre gli altri saranno scivolati via in una sorta di oblio necessario a dimenticare la stupidità di certi posti.
ovunque essi siano.
meglio dormirci sopra, sperando che domattina ci sia l’acqua calda.
altrimenti mi verrà veramente da uccidere qualcuno, invece di farmi la barba.
Per un attimo ci sono rimasta male al pezzo degli smartphone, sono tra quelli che lo usano per i motivi che hai detto tu, poi ho letto oltre ed ho sorriso. Mi ritrovo in tutto ciò che dici, io non ho trovato l’acqua calda mancante ma il wc ed il bidet rotti.
Per il resto tutto uguale.
Com’è l’hotel?
Eh… ti senti zingaro, ti senti un numero (peggio ancora), è per questo che vado sempre negli stessi. Ti senti più umano. Si sta meglio a casa, comunque, e proprio questa vita ce la fa apprezzare di più.
zuperdani
7 luglio 2010 alle 00:09