Anche i delfini, a volte, si vanno ad imbrigliare nelle reti
sembra strano, ma a volte è così e non ci si rende conto.
pensi di aver raggiunto un certo equilibrio, anzi sei quasi convinto di aver impostato la vita su un binario che ti è congeniale, ti senti libero, finalmente libero di essere te stesso, come non lo sei mai stato prima.
ed inizi a vivere tutto ciò che entra a far parte della tua vita, senza chiederti perché.
vivi, vivi, vivi…
vivi tutto con la massima intensità, ma perdi di vista qualcosa di veramente importante.
non ti rendi conto che poni le tue attenzioni su tutto ciò che gravita attorno a te, tutto ciò che ha bisogno di te, della tua presenza, delle tue parole, delle tue attenzioni.
dai il massimo per non scontentare nessuno.
e probabilmente ce la fai anche.
ma commetti il peggiore degli errori!
perdi di vista te stesso, le tue necessità, i tuoi bisogni, piccoli o grandi che siano.
certo lo fai in maniera inconsapevole, non rendendotene conto.
lo fai per altruismo, per amicizia, per qualsiasi motivo tu possa volere.
ma lo fai.
ed un bel giorno ti senti stanco, senza più energie, svuotato, spremuto come un limone.
e ti fermi a pensare.
“cazzo, ci credo che sono stanco, che non ho più un briciolo di forza. ho fatto di tutto e di più. ma l’ho fatto solo per gli altri, senza tenermi qualcosa per me…”
ma come è stato possibile?
io che credevo di aver capito la lezione.
io che mi ero detto “non capiterà un’altra volta di non volermi bene”.
io che pensavo di poter tenere sotto controllo le cose, soprattutto quelle che prosciugavano le energie.
invece io, proprio come uno sprovveduto qualsiasi, mi sono fatto sfuggire le cose di mano ed ho trascurato me stesso.
non che mi sia impoverito in qualche maniera, ma non ho più nutrito me stesso, con le attenzioni che voglio per me, con le mie passioni, con i miei tempi e alla mia maniera.
ho condiviso cose sulle quali non ero d’accordo, semplicemente per non contrariare chi era di fronte a me.
ho cercato l’approvazione di altri, per farmi accettare.
ho rinunciato al mio tempo, a volermi bene, a coltivare le mie passioni, semplicemente perché c’era sempre qualcosa di più importante, urgente, pressante da fare.
ma io non sono così.
io voglio volermi bene.
io voglio a volte stare solo con me stesso, ad osservare il panorama che ho davanti agli occhi, ovunque io sia.
io voglio avere tempo per fare le cose che mi fanno stare bene, anche se non posso farle tutte o non posso dedicare loro tutto il tempo che dedicavo fino a un paio di anni fa.
io, soprattutto, non voglio inaridirmi, come la terra che non riceve più acqua e sole.
perché altrimenti vivo una vita che non mi piace.
qualche settimana fa, nel pieno di un viaggio introspettivo, mi sono ricordato di una definizione che mi è stata data da un’amica di facebook: Elisabetta.
una persona che non mi conosce, se non in modo virtuale, ma che è stata capace di tratteggiarmi in un bellissimo modo, che trovo assolutamente mio: “[ad] Alessandro dovrebbero essere concessi degli spazi per interagire con la natura, ballare coi delfini, parlare con le stelle. la sua indole avventuriera e sognatrice va lasciata libera di esprimersi”.
è proprio così, cara Elisabetta, ma a volte anche i delfini vanno a ficcarsi, per qualche assurdo motivo, da soli nelle reti che li imbrigliano, fin quasi a farli morire.
proprio come ho fatto io.
l’importante è accorgersene quando non è ancora troppo tardi.
l’importante e rompere le reti.
e tornare a ballare nel mare blu.

Era tanto che non leggevo nel tuo blog…e l’ho fatto proprio ora con questo tuo bellissimo…bravo Ale, mi fai sempre commuovere, anche perchè tra queste righe mi ci riconosco….
Un abbraccio,
valeria
Valeria
12 settembre 2011 alle 11:49