Perché non è sempre Natale?
Bello il Natale.
Ma non ho capito se è falso o se falso è l’atteggiamento tenuto durante il resto dell’anno.
A Natale sono tutti più buoni, più gentili, più cortesi, più tolleranti.
Se una vecchietta ti chiede l’elemosina fuori dal supermercato, certo che le allunghi qualche spicciolo, ci mancherebbe: è Natale!
E ti fa sentire in pace tirare fuori tutte quelle monetine che non valgono niente, così svuoti il portamonete, ma che ti rendono fiero di aver fatto un buon gesto.
E che dire della gentilezza con la quale, entrando in un negozio saluti e uscendone auguri “buon Natale”?
Mentre il resto dell’anno quasi ti dimentichi delle buone maniere che ti hanno insegnato da piccolo, sempre che te le abbiano insegnate, perché allora è un altro discorso.
Le persone sulle strisce pedonali, a Natale, sono tutte da far passare, aspettando pazientemente anche se attraversano lentamente perché parlano al cellulare, mentre il resto dell’anno sono birilli che rallentano la corsa verso chissà dove.
Ma è Natale che conta!
È essere virtuosi per un paio di settimane, giusto il tempo di ripulirsi la coscienza.
Perché poi durante il resto dell’anno, chissenefrega degli altri.
Il resto dell’anno è tutto per me, per il mio io, per il mio ego.
Il buonismo, la tolleranza, il rispetto sono altra cosa.
Ma a Natale no.
A Natale ho consentito al nero che sta al semaforo di lavarmi il vetro e di prendersi qualche moneta.
Il resto dell’anno quel nero del cavolo lo tirerei sotto con la macchina!
Lui che vuole toccare con quelle sue mani luride la mia auto.
Pensa quanto sono bravo a Natale: ho dato gli avanzi al cane, che tanto è festa pure per lui.
Mi devo far perdonare anche di quella volta che mi ha rubato il filetto dal piatto e l’ho riempito di botte.
E certo, mica è sempre Natale!
“Grazie nonna, per i cento euro che mi regali per Natale”, ma che palle quando mi chiedi di passarti a trovare di tanto in tanto durante il resto dell’anno.
Certo tu sei sempre sola, ma io ho da fare, un sacco di cose da fare, tanto poi ci vediamo.
Sì forse, di tanto in tanto.
Di sicuro a Natale.
Che ipocrisia ovunque.
Nei rapporti di lavoro: “scusami se durante tutto l’anno sono stato duro con te, ma ora che è Natale dimentichiamo tutti i rancori ed i problemi. Ne parliamo quando torniamo al lavoro”.
Baci e abbracci e auguri, poi a casa ad affilare le armi per quando si riprende.
“Vado a Messa, almeno a Natale”.
Così ti metti a posto la coscienza.
O ci vai sempre, o non ci vai mai.
Non voglio pensare che tu ci vada solo per farti vedere.
Natale, Natale, Natale…
È vero, a Natale il mondo è migliore.
Peccato che quelle stesse persone che sono capaci di essere migliori a Natale, finiscano poi per dimenticarsene tutto il resto dell’anno.
Come vorrei che fosse sempre Natale.

che dire?! Purtroppo è la verità, e credo che sarà sempre peggio perchè diventiamo sempre più egoisti, pensiamo solo al nostro benessere, anche se ciò implica fare del male agli altri. Non so se è poi così giusto dare la colpa alla società. Forse una parte di colpa ce l’ha, perchè è inutile che io insegno il rispetto e l’educazione alle mie figlie e gli altri genitori non lo fanno! Preciso che uso la parola “inutile” non perchè non trovo giusto insegnarglielo ma perchè non facendolo gli altri è come se chi continuasse ad insegnare i valori ai propri figli stesse facendo qualcosa di poco apprezzato dalla società. Comunque io credo in quei valori che mi hanno insegnato i miei genitori e che sto insegnando alle mie bimbe e continuerò a trasmetterglieli, ma insegnerò loro anche a diffendersi. Un abbraccio grande, Cris
Cristiana
29 dicembre 2011 alle 14:31